Tanino Liberatore racconta i suoi anni settanta e la violenza del personaggio Ranxerox.

Liberatore, Ranxerox è diventato uno dei personaggi più amati dai giovani, i suoi problemi e le sue violenze sono diventati quasi un simbolo ed una metafora dei giovani della fine degli anni settanta. Eppure Ranxerox è un robot, quando è nato e come?
Penso che Ranxerox sia nato nella testa di Stefano Tamburini, che ne è lo sceneggiatore e ne è stato il primo disegnatore, attorno al 1977, nel periodo dei disordini e dei casini.
Nel 1980, quando è uscito Frigidaire, lui mi ha chiesto se volevo continuare io; il personaggio mi piaceva moltissimo e l'ho disegnato, tutto qua.

La colonna sonora delle tue storie è il rock. Come entra la musica con il tuo modo di disegnare?
C'è stato un periodo in cui disegnavo a seconda del tipo di musica che ascoltavo; forse Ranxerox è uscito così proprio perché quella musica rock era molto dura… Anche in altre cose che ho fatto c'è sempre un po' di… raccapriccio; credo sia un fatto anche isterico.
C'è chi vede la bellezza solo in un volto di donna perfetta, io lo trovo anche in un viso tumefatto o bruciacchiato.

Si tratta del trionfo del male sul bene?
No, assolutamente.

I buoni e i cattivi non c'entrano quindi…
Non c'entrano niente.

Chi ha influenzato il tuo modo di disegnare?
Penso che il primo sia stato… Michelangelo.