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1983: Franco Bonvicini, in arte Bonvi, si immedesima nel molesto capitano delle sue sturmtruppen e sbraita simpaticamente contro la telecamera nel tipico tedesco maccheronico parlato dai suoi tragicomici soldati.

Bonvi autore di Sturmtruppen…
Quante strisce hai disegnato finora delle Sturmtruppen?
Più di tremila.


In quante lingue sono tradotte?
In otto lingue, compresa quella italiana.

E in quanti paesi?
Undici.

Le Sturmtruppen comunque non sono solamente una satira antimilitarista, ma anche un ritratto dei nostri vizi o delle nostre virtù?
Chiaramente le chiavi di lettura sono tante; mi rifaccio alla nostra società, vista in chiave gerarchica, in chiave di 'capoposto' e 'sottoposto', come li troviamo un po' dappertutto.
È chiaro però che, essendo ben qualificate in un ambiente tipico militare, che prende spunto dai romanzi di Sven Hassel e compagnia bella, le serie di gag che scaturiscono possono essere sono infinite.

La storia diventata ormai un classico della letteratura dei fumetti è L'uomo di Tsushima…
L'ho fatta per divertirmi, ma mi sono documentato per quasi un anno prima di mettere mano all'Uomo di Tsushima.
La storia è quella della guerra russo-giapponese, vista con un taglio giornalistico; tanto è vero che il protagonista della storia è Jack London che, durante quella guerra, faceva effettivamente il corrispondente di guerra.