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In una rara intervista Carl
Barks ripercorre la nascita e la vita di tutti i suoi paperi.
Dopo aver disegnato paperi di tutte le fogge
che effetto fa viaggiare e arrivare in Italia?
In effetti i posti reali sono diversi da
quelli che io ho descritto nelle mie storie, comunque anche la realtà
mi sembra molto interessante.
Come è nato Paperon de' Paperoni?
Uncle Scrooge, uno degli eventi più
fortunati della mia vita, è nato scrivendo una storia di
Natale per Paperino. Mi ispirai ad un racconto di Charles Dikens,
in cui si parla di un personaggio con uno zio, molto ricco, che
si chiama Scrooge.
Questo nome poi è entrato nell'uso comune della lingua inglese
con il significato di avaro, di taccagno.
Federico Fellini, citando anche lei,
ha affermato che i disegnatori di fumetti sono stati tra i più
grandi scrittori che l'America abbia avuto. Qual è il suo
approccio artistico nei confronti del mondo dei fumetti?
Io iniziavo a scrivere le mie storie, proprio
come si fa in letteratura, lavorando molto sulla sintassi e sulle
singole sillabe, per raggiungere una musicalità utile alla
riuscita delle gags nel contesto della storia. Il risultato a cui
miravo si può paragonare ad una poesia in musica.
Ci sono una serie di piccoli trucchi per rendere leggibili e far
ricordare queste storie: il tema, lo sviluppo della trama, una serie
di personaggi, i quali devono interagire in modo simpatico, esprimendosi
in modo appropriato. Tutto questo deve essere dosato accuratamente
Probabilmente questo fa la differenza.
Come ricorda Walt Disney?
Era il mio capo e firmava i miei assegni.
Scherzi a parte, lo ricordo con molto rispetto, perché era
un genio.
Alcuni dicevano che lui spendesse troppo per i progetti in cui credeva,
come fece per Bamby o per Biancaneve. E non era nemmeno tirchio,
come qualcuno malignava.
Aveva autonomia o ricorda qualche problema
nella costruzione delle sue storie?
Walt lasciava tutti molto liberi, l'importante
era creare personaggi divertenti,
quando questo riusciva lui li inseriva nei suoi film.
Donald Duk è cambiato molte volte nel tempo. Io ricordo più
di trenta scene di film in cui apportammo modifiche e Walt Disney
era sempre d'accordo.
Quali sono stati i suoi maestri, gli artisti
che l'hanno ispirata?
Fin da bambino, a scuola o in biblioteca,
mi hanno sempre interessato le letture di mitologia e di storia
antica. Ero affascinato dagli antichi dei: Thor, Apollo ma anche
dai demoni, i quali hanno ispirato molte mie storie.
Crescendo mi sono appassionato ad altre storie, come quelle del
West, con i pistolero.
Io ho trovato i miei maestri soprattutto all'interno dello studio,
dove ho appreso l'abilità di disegnare, l'uso del colore,
l'importanza degli sfondi, la leggibilità dei segni grafici.
A parte Paperone, quali altri personaggi
dell'animazione l'hanno interessata?
Ho disegnato tanti personaggi, alcuni anche
molto semplici
C'è ad esempio una strega che orbita
attorno al Vesuvio (Amelia)... Poi Archimede l'inventore, che rappresentava
colui che io avrei voluto diventare. Oltre a Paperone e Paperino
ci sono il fortunato cugino Gastone e i nipotini, che cercano sempre
di sgraffignare il denaro
Praticamente ogni personaggio è
nato perché aveva una precisa ragione per essere inserito
nella storia.

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