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30 agosto
2001
Con
una quadriglia di motoscafi sulla Laguna è arrivata anche
Nicole Kidman. Era lei che poi tutti aspettavano qui alla Mostra
del Cinema, è lei che poi domani e dopodomani farà
i suoi numeri qui al Lido: prima all'Anfar, alla festa di beneficenza
in favore dei malati di aids - quella che poi verrà presentata
da Liz Taylor - poi il giorno dopo con il suo film "The Others"
che è un film giallo; sembra molto bello, la critica americana
l'ha lodata.
L'arrivo di Nicole Kidman e soprattutto l'inaugurazione che è
avvenuta ieri sera hanno scaldato le polveri di quel Cinema che
disturba, che è diventato una specie di logo della mostra
di quest'anno.
Un cinema che disturba, per capire, per sollecitare la vita: questo
è il senso delle parole che ha detto Stefania Rocca ieri
sera.
Stefania
Rocca aveva un trucco da disturbatrice, sembrava un eroina manga,
cattivissima, con i capelli rossi, devo dire che era molto buffa.
Bello il momento iniziale delle immagini
proiettate sul grande schermo di "Miracolo a Milano" e
dei film che venivano ricordati come film-esempi di Cinema che disturba.
La serata poi s'è svolta come nella tradizione, è
stato annunciato il Leone alla carriera a Rhomer, la presentazione
della giuria con una battuta finale di Nanni Moretti molto divertente:
quando Stefania Rocca gli ha chiesto
se fosse vero che gli era stato proposto in passato di dirigere
la Mostra del Cinema di Venezia lui ha detto sì, la proposta
gli era stata fatta e tra gli amici che lo avevo vivamente sconsigliato
di accettare l'incarico c'era Alberto Barbera che oggi dirige appunto
la mostra.
È stato un momento molto simpatico.
Il film Dust è un film visionario, un western cubista di
Milcho Manchevski.
È
il film che ha aperto il primo dei due concorsi, quello classico,
il concorso quello canonico, quello del Leone d'oro. È un
film molto importante, visionario, un film che ha sicuramente anche
difficile,
un film che ha dei segnali, dei codici, magari poco comprensibili
per la nostra cultura, un film che però ha un forte impatto
narrativo, ha un impianto narrativo originale.
Manchevski aveva già vinto qui con "Prima della pioggia"
il Leone d'oro e si conferma un vero talento del Cinema. Oggi questo
ragazzo, questo trentenne, vive a New York e definisce il suo film
"cubista" perché ritiene che sia un po' la sintesi
di tutte le forme espressive artistiche del novecento e che sono
partite insieme, dice che in fondo il western era quasi contemporaneo
al cubismo come la nascita dei fumetti, con una chicca finale: all'improvviso
si vede Corto Maltese nel film. È un omaggio,
è una citazione, ci ha detto che non è proprio Corto
Maltese ma qualcuno che gli somiglia molto, e voleva essere un omaggio
anche all'attore protagonista del film che aveva messo in piedi
una piece teatrale dedicata a Corto Maltese. Ma soprattutto gli
piaceva anche molto di mettere Corto Maltese proprio come segno
di quel modo di raccontare tipicamente di Hugo Pratt che Manchevski
ama molto: quello di raccontare la storia tra realtà e finzione
entrando e uscendo appunto
. far vivere queste due storie,
questi due momenti come se fossero dei vasi comunicanti.
Un
film molto forte che abbiamo visto stamattina è "Bully":
un gruppo di adolescenti, vite spericolate, nella Florida, negli
stati Uniti d'America, un film molto inquietante, un film che farà
discutere, un film che porta con sé una visione cruda di
quella che è la realtà giovanile ma purtroppo è
portatore anche di messaggi negativi che possono essere un po' preoccupanti.
Detto questo non bisogna mai fuggire dalla realtà ma insomma
interrogarsi su come viene raccontata questo sì. Questo gruppo
di teen-ager decide di uccidere il cattivo della situazione, la
storia è una storia vera e ha molte analogie con la facilità
con cui avvengono e sono avvenuti certi omicidi di cui sono protagonisti
dei giovanissimi anche nel nostro paese.
Un film che è inquietante e fa riflettere, un film che comunque
è arrivato come un pugno allo stomaco qui alla mostra del
Cinema di Venezia.

Poi ci sono altri momenti, altri film che creano discussioni, ma
insomma questi per il momento sono i più forti, è
arrivata anche Elen
Hunt la prima delle due attrici del film di Woody Allen, l'altra
che arriverà oggi è Charlize Theron.
Per il resto si segnala solo un grandissimo
nubifragio per il momento che ha fatto saltare conferenze stampa,
ha fatto saltare tutti gli appuntamenti con i giornalisti. Quindi
tutto sta girando un po' a vuoto sotto la pioggia, del resto fino
a ieri c'era un caldo anche troppo ossessivo, un caldo che era anche
aggravato dai presenzialisti, cioè dalle figure inutili che
spesso frequentano questo festival che quando ti incontrano ti fanno
domande inutili, che ti raccontano delle storie inutili, che vogliono
per forza cercare di appiccicarti pensieri che non servono assolutamente
a nulla ma che soprattutto sono distanti anni luce dall'unica vera
cosa importante di questa mostra che sono i film.
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